martedì 30 agosto 2016

Festival di narrazione di Arzo 2016


Sabato scorso 28 agosto mi sono concessa una fuga dalla prole e sono stata tutto il pomeriggio e la sera ad Arzo, borgo antico sopra Mendrisio.

Entrare ad Arzo è già evocativo, sembra un borgo del centro Italia, con terrazze e cortili dal sapore antico di panni stesi e profumo di sugo, odore intenso di menta e fichi nelle corti.


In ogni dove aria di festa: piazza, cortili e corti sono animate da spettacoli teatrali prima per bambini, poi anche per adulti. Io vado di corte in corte, seguendo un mio percorso che mi porterà a vedere alcuni spettacoli e a perderne altri, decidere appunto, una scelta sempre difficile che lascia il dubbio di aver fatto per il meglio. È anche questo il bello dei festival, dover esercitare la propria capacità decisionale, solo sulla base del proprio istinto e del sentito dire.


Tra uno spettacolo e l'altro, i folletti musicanti Cainero & Co di Musica Terrae allietano grandi e piccini sulle vie strette e nella piazza, mentre un pupazzone animato che ricorda un po' il cugino Itt della famiglia Addams, spaventa i più piccoli con la sua danza tribale.

Musica Terrae 


di Cristina Radi

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